Birra di Fiemme "Nòsa" (Blonde)

Birra di Fiemme è un piccolo birrificio della Val di Fiemme, fondato nel 1999 da Stefano Gilmozzi, che ha voluto riportare alla luce l’antica tradizione brassicola del Trentino Alto Adige, strizzando l’occhio ai vicini tedeschi. La “Nòsa”, è una birra della linea legata al territorio, nata dall’idea di ricreare quello che era il gusto della birra prodotta più di un secolo fa nella birreria di Predazzo

Birra di Fiemme - Nòsa

Birra di Fiemme – Nòsa

Alla vista si presenta molto bene, con color ambra virato verso il dorato e una leggera opalescenza, la schiuma invece si presenta persistente e a grana grossa, formando un bel cappello. Gli aromi sprigionati dalla birra non sono evidentissimi, è possibile percepire note derivate dal malto come miele e pane, una leggera sensazione di freschezza dovuto forse dalla presenza di una percentuale di frumento e il finale leggermente erbaceo proveniente dal luppolo. Al primo sorso è immediatamente percepibile la nota amara un po’ secca dei luppoli, simili ai classici tedeschi, che vengono identificati dal produttore come luppoli nobili e forti, provenienti dal territorio locale. Successivamente è riscontrabile la forte presenza della componente dolce proveniente dal malto, probabilmente dovuto alla presenza di malti caramellati e gli esteri provenienti dai lieviti di provenienza belga. È possibile avvicinarla a una Blond belga, per la nota corposa e dolciastra del malto, con la differenza che qui la nota erbacea del luppolo è più percepibile e di stampo tedesco rispetto alla tradizione belga. Si nota inoltre un’elevata carbonazione, riscontrata anche nell’apertura della bottiglia con conseguente fuoriuscita della schiuma. È riscontrabile inoltre un effetto warming un po’ troppo accentuato per una birra di 6 gradi abv, rendendola più un prodotto adatto alle stagioni medio – fredde, adatte al clima del Trentino, e meno alle stagione estive di altre regioni.

È una birra un po’ sbilanciata, all’inizio con le note del luppolo e successivamente verso fine bevuta, con le note dolci del malto. Nel complesso il prodotto finale non è da denigrare, anche se questo sbilanciamento prima in un verso e poi nell’altro, confonde un po’ il palato.

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