Birre dal basso: alla scoperta dei birrifici indipendenti

Chi ha detto che per fare una buona birra devi essere famoso? Un buon prodotto può anche arrivare da un homebrewer oppure da piccoli birrifici che hanno produzioni limitate e che sono conosciuti solamente nei confini del proprio territorio. La nascita della birra artigianale ha portato alla crescita e allo sviluppo di numerosi birrifici di grande qualità, ma anche alla formazioni di un sottosuolo pieno di piccole realtà tutte da scoprire; e quale miglior occasione di un innovativo festival sulla birra prodotta da birrifici indipendenti per conoscere queste realtà?

Festival Birrifici Indipendenti

Birre dal basso Festival Birrifici Indipendenti

In questo weekend si sta svolgendo a Roma “Birre dal basso”, festival autorganizzato e senza intermediari, con una innovativa forma di degustazione attraente per chi vuole conoscere birre per lo più sconosciute ad un prezzo davvero economico. Dalle 18:00 alle 22:00, pagando solamente il costo dell’ingresso, è possibile provare tutti i prodotti proposti. Il livello di qualità offerto dai 13 produttori è mediamente buono, con picchi di qualità e alcune cadute tollerabili.

La bevuta migliore è stata senza nessun dubbio la Potenza meridionale del birrificio Br’Hant. Questa piccola realtà della Basilicata, con la sua Imperial Stout, ha dimostrato di saper valorizzare le risorse del proprio territorio aromatizzando la birra con peperone dolce, piccante e finocchietto. Al palato risulta una stout ben bilanciata, dove la note liquorosa e balsamica del finocchietto è ben amalgamata con i sapori amari provenienti dal malto e dalla nota alcolica. Nel finale si avverte il gusto piccante rilasciato dai peperoni e che ricorda la Verdi del Birrificio del DucatoLa seconda birra scelta è Sentite Libbero di Birra Vale La Pena brassata in collaborazione con Valter Loverrier del birrificio Lover Beer. Questa realtà è un progetto di inclusione dei detenuti del carcere romano di Rebibbia ed è famosa, rispetto agli altri birrifici presenti, per aver collaborato con personaggi del calibro di Teo Musso del Baladin, Leonardo di Vincenzo di Birra del Borgo e di Agostino Arioli del Birrificio Italiano. La birra si presenta scura e all’olfatto si sente subito la sua caratteristica principale: il gruyt di verdure romane come puntarelle, broccoletti, cicoria di campo e carciofi. In bocca la nota erbacea è molto presente ma ben contrastata dai malti tostati. Come ultima selezione è da segnalare la miglior IPA del festival: la Pigneta del Birstrò. Questo birrificio è in realtà un brewpub con il locale situato al Pigneto e che produce diverse tipologie di birre servite in loco. L’Ipa in questione è molto beverina, con corpo medio e con note agrumate che bilanciano il giusto quantitativo di amaro fornito dal luppolo.

Menzione speciale è da fare al birrificio agricolo Fermenti Sociali, formato da un gruppo di operai agricoli e contadini della valle di Samoggia vicino Modena. Il loro scopo è quello di produrre birra con la maggioranza delle materie prime provenienti dalle proprie culture e cercando di effettuare tutto il ciclo di birrificazione, compresa la maltazione, all’interno delle loro strutture. La loro B.A.V., birra Blanche, ha una buona componente aromatica e una discreta presenza di zuccheri non fermentati. La R.I.O.T. è una Irish Red dall’intenso gusto di caramello e con un corpo abbastanza leggero. Seconda ed ultima menzione va all’Accisa Nera, birra collettiva e di protesta contro il rincaro delle accise sulla birra, presentata dal Birrificio del Vesuvio. Corpo leggero, buone note di cioccolato e ottimo gusto amaro donato dal luppolo americano Mosaic.

La consapevolezza è che la birra artigianale italiana è ancora pronta a fornirci nuove sorprese, a partire dai giovani e dai meno conosciuti.

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