Birra industriale e grandi chef: il nuovo modo di ingannare il cliente

Qualcosa è cambiato nel mondo della birra italiana: un nuovo mercato ha saputo proporre un’alternativa alle birre prodotte dalle storiche industrie del bel paese, ormai acquistate delle grandi multinazionali. Tutto questo è evidente dal fermento che sta avendo il mondo della birra industriale. Dopo moltissimi anni di immobilismo dove venivano presentati sempre gli stessi prodotti, con un marketing basato principalmente su bevi la tua birra ghiacciata, l’industria si è accorta che qualcosa in realtà si è evoluto, gli italiani hanno cominciato ad apprezzare prodotti differenti.

Birra Moretti e grandi chef

Birra Moretti e grandi chef

A seguito di questo hanno cominciato a mutare il modo di proporsi verso il nuovo cliente, cambiano ad esempio l’estetica della birra: basta quelle bottiglie che ricordano così tanto l’industria, imbottigliamo la stessa birra in bottiglie di vino, oppure mettiamo in bella mostra scritte del tipo edizione speciale, riserva, gran cru e chi ne ha, più ne metta. Cerchiamo di ingannare il cliente e di sembrare anche noi un po’ più artigianali. Tutto ciò, però, è solamente l’apice di una campagna di marketing, che vuole far sdoganare la birra industriale tramite una delle passioni più genuine di noi italiani: il cibo, anzi il grande cibo, quello degli chef stellati. Marketing tra l’altro neanche tanto nuovo ed originale, se si pensa al patatine San Carlo con Carlo Cracco, o al Mc Donalds che fa i panini gourmet e nessuno si accorge che in realtà è cibo da fast food. È la nuova frontiera dell’industria: inganna il cliente tramite i grandi chef.

Enrico Bartolini Chef e Birra Poretti

Enrico Bartolini Chef e Birra Poretti

In questi giorni è possibile vedere per strada, in tv e sui giornali, la nuova campagna lanciata da parte di Birra Moretti. Affiancano la loro birra a chef del calibro di Antonino Cannavacciuolo, Davide del Duca, Christian Milone, Davide OldaniClaudio Sadler e Viviana Varese, tutti pluripremiati e famosi nel mondo della ristorazione. Birra Poretti invece, fa presentare le sue birre selezione speciale da Enrico Bartolini, ad Expo si è visto abbinare grandi piatti e birre davvero pessime.

L’industria, si sa, lo fa per guadagnare e probabilmente questo è la stessa motivazione dei grandi chef che ormai saranno diventati avidi non solo di cibo, ma anche del denaro. Passi una vita a predicare filosofia sui grandi piatti, sugli ingredienti, nei tuoi locali proponi una carta di vini da far invidia e poi ti rovini la reputazione con una birra industriale di pessima qualità? Perché davvero vorrei vedere un piatto stellato Michelin abbinato ad un birra Moretti o ad una Poretti, i gusti sono gusti, ma se spendo minimo 20 – 30 euro per un piatto, posso anche permettermi una birra di qualità superiore, a meno che una capasanta non stia così bene con il retrogusto metallico di certi prodotti industriali. Per questo motivo dopo che fai da sponsor a certi marchi, non puoi più rimetterti nei panni dell’apostolo del cibo, non sei più credibile.

Birra Moretti e Chef

Birra Moretti e Chef

Il mondo della birra di qualità, artigianale in Italia, deve difendersi offrendo cultura e generosi consigli al cliente, facendogli capire che non è né una bottiglia bella, né il consiglio di un grande chef o di chi fino a ieri non sapeva neanche cos’era la birra, che può fargli cambiare idea su ciò che è buono per lui.

Birre per l'estate 2015: Lager, Sour e Session IPA

Il solstizio d’estate 2015 è appena passato ed è arrivato il momento per fare delle previsioni e dare dei consigli, sulle birre che andranno di più e che sono particolarmente adatte per la stagione più calda dell’anno. Per i prossimi mesi è possibile prevedere l’ascesa di diverse tipologie di birra, alcune sono delle sorprese, se li si vede con un occhio passato, ed altri sono semplici riadattamenti di quello che è possibile trovare tutto l’anno.

Lager

Birrificio Lariano - Dalibor - Birre estate 2015

Birrificio Lariano – Dalibor – Birre estate 2015

Fino a poco tempo fa nel mercato italiano della birra di qualità le Lager non erano ben viste, probabilmente perché si associa il pensiero a prodotto industriali, o anche a prodotti tedeschi provenienti esclusivamente dalla zona di Monaco, che non soddisfacevano i palati più esigenti. Merito soprattutto del lavoro svolto da Manuele Colonna, una grossa fetta dell’Italia ha scoperto le birre provenienti dalla Franconia. Per questo motivo per l’estate non c’è di meglio di una Keller, una Pils o addirittura anche una Rauch, rigorosamente però provenienti dalla Franconia. 

Tutto ciò si è riflesso anche sui produttori italiani, che in alcuni casi già producevano birra a bassa fermentazione e che in altri casi hanno approfittato della nuova passione italiana. Provate quindi una “Tipopils” del Birrificio Italiano, la “ViaEmilia” del Birrificio del Ducato o una “My Antonia” di Birra del Borgo se volete rimane su dei grandi classici italiani. Molto interessanti però sono anche le produzioni del Birrone, come la loro Pils “Brusca” e come dimenticare le birre del Birrificio Lariano, “La Grigna” e la più recente “Dalibor”. Godetevi la bassa fermentazione!

Sour e derivati

LoverBeer - Saison de L'Ouvrier Serpilla - Birre estate 2015

LoverBeer – Saison de L’Ouvrier Serpilla – Birre estate 2015

Chi lo avrebbe detto? Il lato più gentile dell’acido sta conquistando una parte, per adesso piccola, dei bevitori di birra artigianale e con l’estate nel pieno dell’esplosione cosa c’è di più fresco di una Gose, una Saison brettata o una Fruit Beer?

Rimanendo innanzitutto sui classici non è possibile non ricordare la Bayerischer Bahnhof “Gose”, oppure una classica Orval, che non tramonta mai e allieta ogni serata estiva. Tornando in Italia, freschissima è la “Sax Alto” sempre del Birrone, oppure ottima per il caldo è la rinfrescane “Duchessic” di Birra del Borgo, blend tra la Saison della casa, ovvero la “Duchessa”, e Lambic Cantillon. Davvero interessanti e particolari sono invece le Saison prodotte da LoverBeer, fresche e non eccessivamente acide. Da segnalare è la “Saison de L’Ouvrier Serpilla” prodotta con timo serpillo, scorrevole e piacevole al palato.

Session IPA e birre più luppolate

Foglie d'Erba Hopfelia - Birre estate 2015

Foglie d’Erba Hopfelia – Birre estate 2015

Ecco, ci siamo, di nuovo le IPA e le birre eccessivamente luppolate. Invece no, con i mesi più estivi si abbassa il grado alcolico e l’amaro non è mai estremo, ma più leggero e rinfrescante. Session in particolare negli Stati Uniti, viene usato come aggettivo per tutte le varianti con basso tenore alcolico e meno invasive dal punto di vista aromatico. 

In questa categoria si annoverano Session IPA, Light IPA, APA e IPA ben bilanciate e gentili, adatte al clima torrido. Fresca di produzione è la “Skianto” di Toccalmatto, birra adatta a bordo piscina, magari un po’ watery, ma con un’ottima luppolatura agrumata. Interessanti sono anche la “Anteprima” di Hilltop Brewery e la collaborazione tra MC77 e Cr/ak “Session IPA”. Se si discute però di session beer, non è possibile non parlare del birrificio Vento Forte. In produzione hanno addirittura cinque prodotti, ognuno con diversi mix di luppoli e leggere varianti sulla gradazione alcolica, che va dai 3.5% abv della “#03 Session” fino ai 4.7% della “#04 Session”Per quanto riguarda il mondo delle APA è da segnalare l’appagante “Calibro7” di Birra Perugia, e la più classica IPA “HOPFelia” di Foglie d’Erba, davvero eccezionale.

Godetevi una birra, magari una di quelle consigliate, ma ricordatevi che nonostante il clima non sarà dei migliori, mai bere la birra molto fredda, gli aromi ne risentiranno.

Una birra artigianale per la riscoperta del territorio

È in dubbio che ogni prodotto fatto con passione e che rientri o meno nella categoria artigianale, sia legato al territorio in cui nasce. Nel mondo della birra, più aperto alle contaminazioni, tutto ciò assume un’importanza fondamentale, rendendolo una freccia fondamentale per la riscoperta dei sapori, dei luoghi e delle bellezze del paese.

BeerBrugna LoverBeer - Birra legata al territorio

BeerBrugna LoverBeer – Birra legata al territorio

Ogni birrificio italiani che si rispetti, negli ultimi anni si sta specializzando in linee di prodotti caratterizzate dall’utilizzo di materie prime rintracciabili nel luogo in cui sorge l’attività. Si pensi ad esempio a Birra del Borgo, con la “Duchessa” prodotta con farro proveniente dalla riserva dei Monti della Duchessa, oppure alla “Genziana” che va alla riscoperta di una radice ampiamente utilizzata in Abruzzo. LoverBeer con la “BeerBrugna” impiega le susine damaschine, il Birrificio Sorrento utilizza la buccia dei limoni di Sorrento per produrre la “Syrentum”, il piccolo birrificio Birra di Fiemme nella sua “Lupinus” si contraddistingue per l’uso del Lupino prodotto in Alto AdigeUltima tendenza è senza dubbio l’utilizzo dell’uva, che ha permesso di ideare birre con mosto d’uva. Il birrificio sardo Barley, ad esempio, utilizza quello di Cannonau, mentre il birrificio Montegioco nella “Open Mind” usa mosto di Barbera. Il lagame con il territorio non riguarda solamente le materie prime che vengono utilizzate, ma anche le tradizioni italiane, come la produzione di grandi vini e distillanti andando a riutilizzare le botti nella fase di maturazione come fa il birrificio Baladin. Collaborazioni legate anche all’artigianato locale, se si pensa a Birra Perugia che utilizza bottiglie in ceramica, proveniente dall’eccellenze di Deruta, per produrre il proprio Barley Wine.

Birra artigianale legata al territorio

Birra artigianale legata al territorio

Riscoprendo i prodotti del territorio ed impiagarli nella produzione, si traina il mercato locale ormai vittima della crisi e dall’invasione della grande distribuzione. Non sono indifferenti anche i benefici che il turismo legato al mondo della birra sta creando: organizzando eventi fuori dalle città, o aprendo gli impianti di produzione al pubblico, si incentiva la riscoperta di zone meno conosciute, rivitalizzando l’economia periferica e la riscoperta delle bellezze culturali. La ricerca della qualità, ha anche permesso l’apertura di numerosi locali che oltre a spillare birra di qualità, servono ottimo cibo con un occhio di riguardo alla provenienza dei prodotti. 

Per questi motivi la nascita dell’eccellenza birrofila non è solo una gioia per il palato, ma un’opportunità per risollevare un grande paese che forse ha perso coscienza di se e che merita di ritrovare la bellezza di un tempo.