Il Chiostro "Gold English" (Golden Ale)

È capitato anche a voi di essere conosciuto nella propria famiglia come il ragazzo a cui piace la birra buona? E di ricevere birre in regalo? Per fortuna le prime birre che ricevetti in regalo furono quelle prodotte dal Birrificio del Chiostro, quando ancora la propria produzione era limitata a due prodotti. Questo birrificio di Nocera Umbra, in provincia di Salerno, che ha acquisito notorietà solamente nell’ultimo periodo, è stato fondato nel 2005 ed era famoso l’impianto autocostruito e per la produzione del mosto a fuoco diretto.

Il Chiostro - Gold English

Il Chiostro – Gold English

La Gold English è un prodotto ibrido, ovvero è una birra fermentata con i lieviti a bassa fermentazione utilizzati a temperature elevate e tipiche dell’alta fermentazione. La tecnica, inventata dall’Anchor Brewing di San Francisco, permette di unire la leggerezza della bevuta di una lager ad aromi più ricchi delle aleLa birra si presenta con un color giallo oro, leggermente velato, ma abbastanza pulito e con i lieviti che si depositano compatti sul fondo. La schiuma è chiara ma poco persistente all’interno del bicchiere. Al naso la birra non presenta un bouquet ricco, sono percepibili però leggere note citrate ed erbacee. Al gusto appare subito come una birra facile, fresca, dall’elevata carburazione e dalla bassa percentuale alcolica ferma al 5% abv. È una birra rotonda e non eccessivamente secca, con il gusto bilanciato tra la dolcezza del malto base e una lieve nota amaricante donata dai luppoli europei. È avvertibile anche una nota un po’ troppo citrica, probabilmente dovuta dalle non perfette condizioni di questa bottiglia e presumibilmente causata dalla mancata cura nella conservazione delle birre artigianali nella grande distribuzione.

Una birra ottima per la stagione estiva e che non farà gridare al miracolo, ma pur sempre ben fatta e che si lascia bere facilmente.

Brasserie C “Curtius” (Tripel)

Nel recente viaggio in Belgio una tappa è stata dedicata a Liegi. Famosa per i suoi waffle, non è uno delle miglior città belga dove bere birra. Capiamoci, siamo sempre in Belgio, ma come locali e birrifici non è rinomata nel mondo brassicolo. Da qualche anno però è stata aperta la Brasserie C, piccolo brewpub fondato da due giovani soci Renaud Pirotte e Francois Dethier di 23 e 25 anni. La Curtius è acquistabile direttamente nel loro pub oppure anche nei supermercati locali. Inoltre sono molto attivi gli scambi con l’Italia ed è possibile trovarla anche in diversi beershop e locali italiani.

Brasserie C - Curtius

Brasserie C – Curtius

Assaggiata per la prima volta al Beer Park Festival di Roma, mi sorprese per la sua complessità aromatica e nonostante fosse associata al genere delle Tripel, se ne discostava per l’uso di frumento e di diverse varietà di luppolo.

Il colore giallo cupo e tendente all’ambrato risalta rispetto al color bianco della schiuma abbondante e persistente. Al naso si sentono sentori fruttati provenienti dal frumento e lievi note floreali riconducibili al lato aromatico dei tre luppoli. In bocca ci si aspetta una birra beverina ma la sua complessità aromatica la rende meno facile del previsto. In primo piano è presente la nota maltata, dolce e avvicinabile al miele, contrastata dall’alto tenore alcolico percepito (7% abv). Subito dopo sono percepibili note floreali proveniente dai luppoli e che donano alla birra un amaro secco e distante dalle classiche Tripel. La carbonazione media smorza la bevuta e nel finale è percepibile un intenso aroma di lievito proveniente dall’elevata presenza di lieviti sul fondo della bottiglia.

Una buona birra, lontana dagli standard elevati del Belgio, ma che si fa apprezzare e promette una buon futuro per i giovani mastri birrai.

Birrificio Pontino “Alaaf Kolsch” (Kolsch)

La Germania è quasi sempre associata a birre a bassa fermentazione, come la Helles e la Pils, prodotte soprattutto in Bavaria. Il nord del paese, al contrario, è famoso per la produzione ad alta fermentazione. Una di queste è proprio la Kolsch, birra dal colore dorato e dai sapori rinfrescanti; è l’unica birra, si dice, che “si parla e si beve” in quanto Kolsch è anche il dialetto che si parla a ColoniaIn questo caso la reinterpretazione è intrapresa dal Birrificio Pontino, realtà del basso Lazio, dove da qualche anno diversi birrifici artigianali hanno fatto la propria comparsa sul mercato italiano.

Alaaf Kolsch - Birrificio Pontino

Alaaf Kolsch – Birrificio Pontino

La birra è dedicata al tipico carnevale di Colonia “Kölle Alaaf”, dove fiumi di birra scorrono per le strade della città tedesca. La birra in qualche modo rappresenta l’atmosfera carnevalesca con i suoi sapori delicati e la sua alta beverinità. Alla vista appare gialla opalescente, con un’alta presenza di lievito in sospensione e con una schiuma vigorosa, dalla persistenza elevata quasi perpetua. La Alaaf sprigiona all’olfatto note delicate, sopratutto quelle dolci provenienti dal malto, ma anche aromi fruttati riconducibili a mela verde. In bocca si percepisce subito la nota dolce di cereali e il retro amaro dovuto ai luppoli europei. Il bilanciamento della birra è leggermente disturbato dal gusto dei lieviti presenti in grande quantità. Il corpo è leggero ma non troppo e la carburazione è moderata, rendendola una birra molto beverina e rifrescante, adatta alle stagioni più calde anche grazie alla bassa gradazione alcolica (5% abv.) e conforme allo stile di riferimento. Il finale è lievemente più amaro e con tracce di pane.

Una birra facile ma non per questo di bassa qualità e che lascia nel palato la voglia di berne un’altra. Consigliata agli amanti delle birre tedesche e a chi ha voglia di una birra da tutti i giorni.

Widmer Brothers “Upheavel IPA” (IPA)

Immaginate di trovarvi nel reparto delle birre dell’Auchan in cerca di improbabili novità e trovarsi di fronte numerose birre proveniente dagli Stati Uniti. Sogno? No, in realtà sono birre importate dalla Dibevit che ha aggiunto a catalogo diversi marchi USA. Tra questi è presente la Widmer Brothers Brewing, birrificio artigianale fondato nel 1984 a Portland (Oregon), dai fratelli Widmer. Dopo aver vissuto in Germania negli anni ’70 e aver appreso le tradizioni brassicole tedesche, hanno intrapreso la carriera nel fervente mercato americano. Il birrificio non appartiene ai nomi sacri del rinascimento artigianale americano ma la produzione è di buon livello, avvicinabile a un medio birrificio italiano.

Widmer Brothers - Upheavel IPA

Widmer Brothers – Upheavel IPA

La Upheavel IPA, venduta nella particolare confezione da 35,5 cl al prezzo umano di 2.30 euro, è una India Pale Ale rinfrescante. Prodotta con una miscela di tre malti, tra cui frumento, e sei luppoli, si presenta di colore arancione opalescente e con una schiuma fine e poco persistente. All’olfatto è molto delicata, con note erbacee provenienti dal luppolo e sentori citrati che aggiungono freschezza. All’assaggio è dirompente e mai eccessiva con i suoi 85 IBU raggiunti grazie al mix di luppoli americani. La nota amara viene stemperata dalle note dolci provenienti dal malto e in particolare modo dal frumento. La carbonazione leggera e il corpo poco carico, si uniscono a sentori riconducibili a un buon tè freddo, rendendola una birra dalla bevuta facile, quasi ingannevole dato il tenero alcolico pari a 7% abv.

È una IPA gradevole, adatta alle stagioni calde e di estrema facilità che la rende pericolosa se bevuta in quantità importanti. Un prodotto che magari nel panorama romano troveranno leggero, ma che è ben bilanciato e se si considera il prezzo di vendita, è una birra perfetta per essere bevuta dagli amanti dell’amaro ad un prezzo accessibile.

Mort Subite “Xtreme Framboise” (Framboise)

Mort Subite è un marchio del birrificio Brasserie De Keersmaeker situato nel Pajottenland in Belgio. Il nome è stato acquisito dal birrificio subito dopo l’acquisto del locale storico di Bruxelless A la mort subite. La produzione è composta esclusivamente di birre a fermentazione spontanea come Gueze, Kriek e Framboise. Rispetto a marchi più puristi come Cantillon, 3 Fonteinen e Tilquin i prodotti sono molto più vicini alle scelte commerciali di Lindemans e per questo motivo decisamente più facili da bere ed avvicinabili anche da chi non è avvezzo alle birre acide.

Mort Subite - Xtreme Framboise

Mort Subite – Xtreme Framboise

La birra in questione fa parte della famiglia delle Framboise, ovvero birre a fermentazione spontanea dove la frutta, in questo casi i lamponi, sono lasciati a maturare all’interno delle botti di fermentazione. In questo prodotto, oltre ai già citati lamponi, sono aggiunte anche bacche di Sambuco. La birra emana un forte aroma di lamponi (forse un po’ troppo elevato per essere al 100% naturale), accentuato dall’aggiunta del succo di lamponi in fase di fermentazione. All’occhio appare rosso scuro, molto più scuro di una Kriek, la schiuma ha tenuta breve e presenta riflessi rossastri. In bocca il sapore dei lamponi appare meno artificiale ma si nota la notevole presenza di zucchero candito che contrasta la nota acida proveniente dal Lambic. La gradazione alcolica che si attesta ai 4.3% non è percepita e la buona carbonazione la renderebbe una birra estremamente beverina se la nota dolce alla lunga non stancasse il palato.

Una birra, che pur essendo a fermentazione spontanea, non ha nessun sentore acido proveniente dalla base del Lambic e che dovrebbe essere rilasciata dalla frutta fresca. La scelta di aggiungere una notevole quantità di zucchero candito e di unire anche del succo ha proprio lo scopo di avvicinare la birra alle masse meno esigenti e la rendono una birra troppo sbilanciata verso sapori dolciastri e di facile bevuta.

Rochefort “6” (Dubbel)

La Brasserie Rochefort è il birrificio trappista dell’Abbazia di Notre-Dame de Saint-Remy, situato nella provincia di Namur. La produzione risale al 1595 e da allora si è imposto come uno tra i migliori birrifici trappisti grazie ai propri prodotti, identificati solamente dalla vecchia numerazione belga indicante il grado alcolico. La birra più apprezzato è la numero 10, ma la più rara è la 6, che viene realizzata una sola volta all’anno e copre solamente l’1% della produzione rendendola di difficile reperimento fuori dal Belgio. La 6 è la birra più antica e l’unica che veniva prodotta nella bottiglia da 75cl; è un prodotto di buona qualità, simile a una Dubbel e che si distingue dagli altri prodotti etichettati Rochefort, più vicini al genere Quadrupel.

Rochefort 6 Birra Trappista

Rochefort 6 Birra Trappista

Già dall’aspetto si può notare la differenza con il resto della produzione, infatti il colore è ambrato e torbido, la schiuma è molto fine con una breve persistenza. Al naso si presenta fruttata, in particolar modo di frutta a buccia rossa, con una nota dolce proveniente dal malto. In bocca si percepisce la classica dolcezza delle birre trappiste (ad esclusione dell’Orval), anche se la nota amara e secca percepita verso la fine smorza il forte vigore zuccherino. La carbonazione è media ma questo non la rende una birra di facile bevuta a causa del tenore alcolico di 7.5% abv e alla ricchezza di sapori.

Una birra che si meriterebbe di essere prodotta ed esporta di più in modo da non relegare Rochefort alle classiche birre da meditazione.

De Struise “XXX Rye Triple” (Belgian Strong Ale)

C’è una regione in Belgio dove le Belgian Strong Ale, tra cui le famose Quadruple, assumono caratteristiche peculiari e vincono numerosi premi. Stiamo parlando della zona del Vleteren conosciuto per il birrificio trappista Westvleteren, la costola St Bernardus ma anche per il giovane birrificio artigianale De Struise.

XXX Rye Triple Reserva 2013 Bourbon Barrel Aged

XXX Rye Triple Reserva 2013 Bourbon Barrel Aged

De Struise Brouwers, birrificio fondato nel 2003, si è subito contraddistinto nel mercato locale e mondiale vincendo diversi premi conferiti dal sito Ratebeer. Tra essi spicca il premio come uno dei migliori birrifici belga e al mondo grazie anche al pezzo più pregiato: la Pannepot.

La XXX Rye Reserva 2013 è una birra invecchiata in botti in cui era precedentemente contenuto del Bourbon. La schiuma è fine e poco persistente come ogni birra invecchiata nel legno, alla vista si presenta marrone scuro senza raggiungere i colori più scuri di altre birre afferenti alla stessa categoria. Al naso si percepisce la presenza di alcol che raggiunge il 10% abv, inoltre sono presenti ulteriori sensazioni di frutta dalla buccia scura e note di legno e vaniglia provenienti dalla botte. In bocca si nota immediatamente il sapore dolce e caramellato dovuto al malto e successivamente l’amaro proveniente dalla parte più torrefatta. Nonostante sia una birra importante e complessa, la bevuta non è delle più difficili grazie al corpo medio, discreta carbonazione e retrogusto zuccherino non stucchevole.

La qualità raggiunge picchi elevati, non avvicinandosi però all’eccellenza delle migliori annate della Pannepot. È una birra piena di carattere, che regalerà ottime sensazioni agli amanti delle birre ad alto tenore alcolico e da apprezzare dopo pasto magari davanti a un camino.

De Ranke "XX Bitter" (Bitter Ale)

Se si pensa alle birre belga vengono in mente birre con un’alta gradazione alcolica e dal sapore dolciastro dovute al malto, i più esperti potrebbero pensare alle note acide delle birre a fermentazione spontanea, difficilmente però si sentono note amare marcate e provenienti dal luppolo.

De Ranke XX Bitter

De Ranke XX Bitter

Tutto ciò non è sempre vero: si pensi alla nuova scuola brassicola di De Ranke o alle collaborazioni di De StruiseIn particolare la Brouwerij De Ranke nata nel non troppo lontano 1994, unisce la centenaria esperienza belga all’apertura mentale capace di apprendere influenze anche dall’esterno del paese. La XX Bitter (Extra Extra Bitter) è la birra che vorremmo trovare tutti i giorni nel frigo, apprezzabile a tutto pasto e a rinfrescare le giornate più calorose. Si presenta con un colore giallo paglierino non troppo limpido dovuto alla mancata filtratura e di una schiuma generosa di un bianco puro che però non risulta essere molto persistente. All’olfatto non presenta delle note spiccate ed è appena accennato l’aroma erbaceo. L’assaggio però è tutta un’altra cosa, birra secca che presenta una spiccata nota amara dovuta al luppolo tedesco Hallertau e all’inglese Brewers Gold. Il corpo è leggero dovuto anche ai sui 6 gradi e il finale è sempre più astringente, tannico.

Una birra che non fa invidiare una tedesca o una ceca e che unisce le note amare tipiche di una pilsner alla complessità di aromi proveniente da una birra ad alta fermentazione. In questo caso non si può dire che viva la normalità.

Lindemans “Faro” (Faro)

Considerata per anni il lambic per le donne e i bambini, il faro è una tipologia di birra che proviene dalla memoria storica del Belgio.

Lindemans Faro

Lindemans Faro

Veniva prodotta come una versione gentile del lambic e delle geuze, introducendo una notevole dose di zucchero candito in fase di fermentazione in modo da ridurre la nota acida prodotta dalle birre fermentate spontaneamente. Prima degli anni ’80 se ne erano perse le tracce, con pochissimi birrifici che ne continuavano la produzione, fino alla riscoperta da parte dei nuovi produttori di lambic. La Lindemans Brewery, conosciuta per le sue innumerevoli varietà di fruit beers con alla base il lambic, ha cominciato a produrre la propria versione del faro nel 1978 fino a costituire l’attuale 7% della propria produzione. Questa birra facilmente reperibile in Belgio e dal costo esiguo di circa 70 centesimi per la versione da 25cl, si presenta con una colorazione ambrata e con una schiuma fine e poco persistente. Analizzando gli aromi emanati dalla birra sembra di trovarsi davanti a una geuze, l’assaggio però fa subito cambiare idea. La prima cosa che si nota è sicuramente la dolcezza dovuta allo zucchero candito e la lieve nota acidula viene solamente dopo non lasciando tracce permanenti tranne nei sorsi finali.

La bevuta risulta essere facile grazie anche alla buona carbonazione e ai 4.5% gradi alcolici, alla lunga però risulta essere un po’ troppo dolce, sopratutto se paragonata alla versione di Cantillon e molto più simile a quella prodotta da Mort Subite. Un’alternativa a chi digerisce poco le note acide delle sour beer e pensata per un pubblico più ampio.

Rodenbach "Original" (Flemish Red-Brown)

Rodenbach Original Flemish Red-Brown Sour Beer

Rodenbach Original Flemish Red-Brown Sour Beer

La Rodenbach Original è un classico delle fiandre ed è annoverata nel genere delle Flemish Red-Brown, riconosciuta come prodotto tradizionale del Belgio.

La Rodenbach Brewery, originaria di Roeselare ed ormai acquisita dalla ben più grande Palm Breweries, ha origini nel lontano 1821 e ha conquistato la sua fama con le sue sour beer come la Gran Cru. L’original è la versione meno nobile, se così si può definire, ed è un blend tra una birra giovane e una birra maturata almeno due anni in botti di legno. La percentuale più bassa della parte invecchiata (circa il 25%) le conferisce una bevuta leggera e meno acida rispetto alla già citata Gran Cru. E’ una birra decisamente popolare in Belgio, con una gradazione alcolica di 5.2% e con un costo veramente basso se acquistata nella nazione di produzione, che non raggiunge gli 80 centesimi per la bottiglia da 25cl. Da una analisi visiva si può notare che il colore è abbastanza scuro, tendente al marrone e con dei riflessi rosati. La schiuma non è vigorosa probabilmente dovuto alla maturazione in botti. All’olfatto si percepiscono note vinose e il classico odore proveniente dalle fermentazione spontanea e scaturita dai lieviti selvaggi. Resta il fatto che quando viene assaporata si nota subito la sua facilità di bevuta che è ben lontana dai lambic di produzione brusselliana. Il palato apprezza la sua dolcezza dovuta al malto e la lieve parte acida che è vicina a quella dei vino bianchi più delicati, si apprezza solamente nel finale.

E’ una birra rinfrescante ma che mantiene un certo carattere, adatta ad un pasto con sapori non troppo invasivi e può essere apprezzata anche dagli amanti dei vini. Consigliata anche a chi si vuole avvicinare al mondo delle sour beer per poi affrontare tutt’altri tenori aciduli.