Maturazione della birra in botti: la nuova frontiera italiana

La birra artigianale italiana si è contraddistinta, rispetto ad altri movimenti artigianali, per la propria vena creativa dovuta ad un insiemi di fattori che caratterizzano il nostro paese. Prima di tutto lo sviluppo della produzione della birra in Italia non ha una tradizione antica e questo ha permesso di avere piena libertà nella stesura delle ricette rispetto a nazioni come la Germania dove il Reinheitsgebot, l’editto di purezza, stabilisce quali ingredienti devono essere utilizzati nella produzione della birra. L’eccellenza del territorio ha portato all’uso di svariate tipologie di materie prime che prima non erano nemmeno inimmaginabili in abbinamento con una birra, come le castagne o il mosto d’uva. Inoltre la tradizione produttiva del nostro paese è prevalentemente concentrata sulla produzione di vini e distillati d’uva che hanno tramandato tradizioni enologhe che in alcuni casi possono essere utilizzate dai produttori di birra.

Panil Barrique - Maturazione birra in botti

Panil Barrique – Maturazione birra in botti

Una delle tendenze degli ultimi anni, che si sta trasformando in vanto da parte dei produttori nostrani, è quello dell’affinamento in botti. L’utilizzo di questi contenitori, utilizzati fin dagli albori della produzione brassicola, ha permesso la creazione di Barley Wine e birre che si avvicinano sempre di più al mondo acido del Belgio. Ma cos’è che rende speciali queste birre?

Di norma la produzione della birra è un processo breve, che supera il mese di produzione se si pensa a birre come la Pilsner. Proprio in queste tipologie l’invecchiamento è nocivo, provocando la comparsa di aromi indesiderati come cartone bagnato e note acide, che soprattutto quest’ultime, sono tollerate in altre tipologie di birre più adatte all’invecchiamento. La maturazione in botti si sposa meglio con birre ad alto tenore alcolico o con una complessità di aromi elevata tipica dei barley wine. La principale causa dell’invecchiamento e del miglioramento del gusto è l’ossigenazione della birra. Una botte non fornisce un isolamento completo alla birra e parte dell’ossigeno esterno penetra nella birra provocando l’ossidazione. Come detto precedentemente l’ossidazione è considerato un problema grave nelle birre che non la tollerano ma se ben gestita e a volte indotta come la tecnica della microssigenazione del vino, porta a miglioramenti nella resa finale.

Baladin Teo Musso - Maturazione birra in botti

Baladin Teo Musso – Maturazione birra in botti

L’ossidazione nei Barley Wine porta al degrado di componenti della birra che introducono aromi di mandorla, cioccolato, nocciola e liquirizia che ben si sposano con l’alto tenero alcolico di questa tipologia e che vengono prodotte con un mosto altamente concentrato grazie alla tecnica parti-gyle. Inoltre se l’ossigenazione è costante influisce sul grado di amaro, andando a diminuire l’apporto del luppolo ed esaltando gli aromi del malto. È possibile utilizzare l’ossigenazione anche per indurre sapori acidi dovuti agli Acetobacter che si sposano con fermentazioni miste o spontanea sul genere delle Flemish Red belga.  L’ossigenazione però non è il solo fattore che permette il miglioramento della birra.

Il secondo fattore essenziale è proprio l’invecchiamento in legno. I fautori del riutilizzo del legno nella maturazione della birra sono stati gli Stati Uniti, dove vengono utilizzati botti di Whisky e Bourbon. Le botti conferiscono diverse tipologie di aromi e dipendono dal legno usato e dall’utilizzo che ne è stato fatto precedentemente. Per esempio le botti di quercia, grazie ai lattoni, donano sentori legnosi ed erbacei, inoltre il legno conferisce una dose di tannini che crea astringenza nel prodotto finale. Nella birra ciò è mitigato, in quanto le botti vengono riutilizzate e la maggioranza dei tannini è assorbita dalla bevanda precedente, ma è proprio essa che conferisce ulteriori aromi alla birra, arricchendola di sapori diversi da quelli che ci si aspetta da una classica ale.

Birrificio del Ducato - Maturazione birra in botti

Birrificio del Ducato – Maturazione birra in botti

I primi esperimenti italiani di invecchiamento in botte provengono dal birrificio Panil di Torrechiara con la Barriquèe invecchiata in botti di vino e con l’aggiunta di batteri di acidi lattico e acetico. Fautore della micro ossidazione e dell’invecchiamento delle botti è senz’altro Teo Musso del Baladin, che con la linea Riserva ha conciliato la sua passione per la birra con quella del padre, piccolo produttore di vino. Xyauyù nella sue varie versioni è invecchiata in botti di grandi liquori, Terre e Luna in botti di vino rosso e bianco. Per ultimo è doveroso citare le produzioni della linea Tempo del Birrificio Del Ducato. L’ultima luna è un Barley Wine che sfrutta l’ossidazione e l’invecchiamento in botti di Amarone dove risiede per 18 mesi, è da considerare anche la versione Black Jack della Verdi maturata in botti di Whisky. Virando su generi più acidi anche la Luna Rossa sfrutta l’invecchiamento in diverse botti essendo un blend tra la Chrysopolis, L’ultima luna e una birra giovane.

Numerose sono le produzioni da parte di produttori italiani che si cimentano con la maturazione della birra in botti e le migliori stanno riscuotendo grande successo anche all’estero. Non sarà che l’Italia sta riconciliando la produzione della birra con la propria eccelsa produzione vinicola?

Dove bere birra a Roma?

In Italia si è ripetuto quello che è accaduto negli Stati Uniti, il movimento della birra artigianale ha preso piede su tutto il territorio fornendo una validissima alternativa a quello che fino a pochi anni fa era un territorio dominato dai colossi della birra industriale internazionale e nostrana. Per quanto riguarda la nascita dei birrifici l’espansione è partita dal Nord però è senza dubbio innegabile che Roma ha avuto un ruolo fondamentale nel trainare la nascita di locali che servono esclusivamente birra artigianale e di qualità. In questo momento la piazza romana è sicuramente all’avanguardia ed è uno dei migliori posti dove trovarsi a bere una birra e di seguito sono selezionati i locali che hanno maggiormente contribuito a creare questo movimento, che si sono distinti per la loro offerta e per le loro capacità nel saper proporre una cultura che prima era assente.

Open Baladin Roma

Open Baladin Roma

Open Baladin Roma (Via degli Specchi 6 – Zona Campo dei fiori): Se pensi a birra artigianale italiana non puoi non pensare al Birrificio Baladin. Quindi quale miglior posto dei locali creati da Teo Musso? L’Open Baladin è formato da più sale dove ognuna ha uno stile a se. L’offerta della birra è veramente ampia con 40 spine la tap list è sempre ricca di birrifici italiani tra cui Birra del Borgo e non. Inoltre è molto ampia la selezione delle bottiglie che integrata a quella delle spine fornisce un’infinità di birre tra cui ovviamente le birre della casa che a Roma, in particolar modo alla spina, non sempre è così facile trovare. Da segnalare sono anche gli hamburger, i vari antipasti e gli stuzzichini. Gli amanti del bere e mangiare bene non rimarranno delusi.

Ma che siete venuti a fà

Ma che siete venuti a fà

Ma che siete venuti a fà (Via di Benedetta 25 – Zona Trastevere): Se si deve cercare al capostipite, al locale che ha acceso la miccia del movimento romano non si può non pensare a quello che viene spesso chiamato Macchè. Vengono servite birre da tutto il mondo (Germania, Inghilterra, Usa, Belgio) oltre a quelle italiane ed è anche l’unico pub romano a partecipare agli Zwanze Day di Cantillon. È anche uno dei pochi rimasti a servire la birra in due misure, attenzione che dimensione più grande è veramente grande. Una garanzia per chi si trova a Trastevere.

Luppolo 12

Luppolo 12

Luppolo12 (Via dei Marrucini 12 – Zona San Lorenzo): Vuoi bere birra di qualità e rimanere nella zona universitaria? Dal Luppolo lo puoi fare, inoltre è anche uno dei locali più economici se ci si va di martedì o prima delle 21 la birra costa solo 3.50 € invece dei classici 5.00 €. Organizzano serate a tema o incontri con i migliori birrifici italiani. Ora che hanno aperto anche un secondo locale chiamato Luppolo Station chi li ferma più?

Barley Wine

Barley Wine

Barley Wine (Via dei Consoli 115 – Zona Tuscolana): Chi ha detto che per bere buona birra devi andare fino in centro? Locale situato nella periferia sud-est di Roma fornisce un’ampia selezione di birre artigianali italiane e diverse chicche internazionali. Inoltre se sei interessato al Birrificio del Ducato, non sempre rintracciabile sul territorio romano, è altamente probabile che qui qualche birra la troverai. Il personale è giovane e sempre pronto a offrire consigli sulla birra adatta ai tuoi gusti.

4_20

Brasserie 4:20

Brasserie 4:20 (Via Portuense 82 – Zona Porta Portese): Con le sue 47 spine il 4:20 è sicuramente uno dei locali con la scelta più ampia. Brew-pub del birrificio Revelation Cat oltre ad offrire la produzione locale ha un’ottima selezione di prodotti italiani ed esteri. Cerchi una Ipa? Questo è il locale giusto. Cerchi un lambic? Ne troverai almeno uno oltre alle proprie produzioni, cosa per nulla scontata. Da segnalare anche gli hamburger con il luppolo.

Three Folk's

Three Folk’s

Three Folk’s (Via Capo D’Africa 29 – Zona Celio / Colosseo): Sei andato a Londra e ti sei innamorato dei classici pub inglesi? Questo è il posto che fa per te. In pieno rispetto dei locali UK e della vera Real Ale, il Three Folk’s è un locale particolare che offre birre di etichette inglesi  tramite 8 pompe a mano, 5 spine a CO2 e 2 a carbo-azoto. È facile trovare anche sidri e whisky di ottima qualità.

Ricorda Roma è piena di locali dove bere birra di ottima qualità, questa è solo una piccola selezione di quello che ti può offrire questa grande città.