Dove bere birra in Belgio?

Scrivere un articolo su deve bere della buona birra in Belgio è come scriverne uno su dove bere buon vino nella Langhe o in Toscana. Il Belgio è uno dei paesi con la tradizione brassicola più antica, dove la birra è considerato uno dei maggior vanti e per questo motivo sono presenti diversi livelli di produzione. È possibile trovare il birrificio industriale più commerciale e quelli che producono birra di buona qualità, le abbazie trappiste dove la birra viene prodotta con antiche ricette, nuovi e vecchi microbirrifici che producono eccellenze. Per questo motivo la birra è un prodotto economico, facilmente reperibile nei supermercati, nei semplici pub e ristoranti, fino ai locali specializzati in birre artigianali. In Belgio si beve buona birra ovunque e la selezione dei locali è stata fatta in base alla particolarità delle strutture e all’ottima selezione dei prodotti riscontrata durante un recente viaggio in terra belga.

Bruxelles

La capitale del Belgio è il luogo adatto dove iniziare a scoprire l’eccellenze birrofile del paese. Nei numerosi locali è possibile trovare una selezione delle migliori birre prodotte dalla nazione e in particolare, se amate le birre a fermentazione spontanea, questo è il luogo ideale per voi.

Moeder Lambic (Rue de Savoie 1060 / Place Fontainas 1000 – Bruxelles)

Moeder Lambic - Bruxelles

Moeder Lambic – Bruxelles

Le location sono due: l’originale a Rue de Savoie e il più recente a Place Fontainas. Il locale ha un’ampia selezione di birre artigianali e con un occhio di riguardo per le birre acide. Il Fontainas ha 40 spine più 6 pompe e oltre ad avere un’ampia selezione locale, ha alcune birre internazionali dove non è difficile trovare anche birre artigianali italiane. Consigliato per l’ampia scelta di birre e per la cordialità del personale.

Brasserie Cantillon (Rue Gheude Straat 56 – Bruxelles)

Cantillon - Bruxelles

Cantillon – Bruxelles

Quanti di voi sanno che Cantillon possiede un piccolo angolo dove degustare le proprie creazioni? I posti sono limiti e si riempiono facilmente al termine delle visite al birrificio o museo della gueuze. È possibile bere prodotti rari e difficilmente reperibili al di fuori del Belgio e produzioni classiche che all’estero costano molto. Situato ad Anderlecht, non è propriamente posizionato in centro e neanche in una zona particolarmente bella ma è un must che non va tralasciato.

A la mort subite (Rue Montagne-aux-Herbes Potagères 7 – Bruxelles)

A la mort subite - Bruxelles

A la mort subite – Bruxelles

Non presenterà la migliore selezione di birre della capitale, il locale però è decisamente bello ed emana storia. Fondato nel 1910, era il classico locale dove i lavoratori prendevano una birra nella pausa pranzo, ora è diventato abbastanza turistico con prezzi un po’ elevati. I tavoli in legno e l’arredamento old fashion, lo rendono un locale tipico e particolare dove i camerieri sono in panciotto. Oltre ad avere una selezione di birre belghe classiche, vende alla spina le proprie produzioni come Geuze, Kriek e Framboise. Il gusto più dolciastro e meno acido rispetto ai prodotti più puri, può fornire un punto di partenza per la scoperta delle birre acide.

Fin de Siècle (Rue des Chartreux 9 – Bruxelles)

Volete mangiare qualcosa di tipico e bere della buona birra? Allora questo è il mosto che fa per voi. La selezione delle birre è buona e a prezzi più bassi rispetto alla media di Bruxelles. I piatti sono rustici ma ben cucinati, il locale è molto affollato e c’è da aspettare ma non rimarrete delusi.

Birrifici Trappisti

Chi è che non è stato introdotto al mondo delle birre di qualità con una birra trappista? I birrifici trappisti del Belgio sono sei, non tutti però possono essere visitati o hanno un proprio spaccio. Quelli più consigliati da visitare, sopratutto per i locali situati nelle vicinanze sono due: Brasserie d’Orval e la mitica Brouwerij Westvleteren.

A l’Ange Gardien (Route d’Orval, 3 – Villers-devant-Orval)

A l'Ange Gardien - Orval

A l’Ange Gardien – Orval

Dove aver visitato il monastero sarete sicuramente assetati. Questo piccola brasserie con un arredo un po’ troppo moderno è il miglior posto per gli amanti dell’Orval. Nonostante la produzione del birrificio sia relegata ad un solo prodotto, in questo locale situato a pochi metri dall’abbazia di Notre-Dame, è possibile trovare tre tipi di birre: l’Orval classica, delle bottiglie con almeno un anno di invecchiamento e in esclusiva la vert alla spina: unico prodotto venduto non in bottoglia e con una gradazione alcolica di 3.5% abv.

Westvleteren

Westvleteren

In de Vrede (Donkerstraat 13 – Westvleteren)

È l’unica brasserie dove potete essere certi di trovare tutte e tre le birre prodotte da Westvleteren. Sorprendente è  la popolazione del locale, composta principalmente da persone anziane, che degustano la versione XII da circa 10% abv. Sapranno che è stata definita come la miglior birra al mondo? È al di fuori dei classici giri turistici ma si trova a poco più di un’ora da Brugge, non potete perdevi tutto ciò.

Brugge

È probabilmente insieme a Gent la città più bella del Belgio ed è anche il miglior luogo per affacciarsi al mondo delle Belgian Strong Ale. Qui è possibile trovare le Westvleteren senza arrivare al birrificio, pagandola però salatamente. Inoltre sono presenti numerosi beershop, dove poter acquistare birre locali come quelle prodotte da De Struise: uno dei migliori birrifici della nazione.

Bierbrasserie Cambrinus (Philipstockstraat 19 – Brugge)

Non sapete che birra scegliere? Qui avrete ancora più problemi. La carta della birra è immensa e contiene circa 250 birre proveniente solamente dal Belgio. Non è una semplice birreria ma anche un ristorante dove mangiare deliziosi piatti di cacciagione cucinati con la birra. Un punto di riferimento per la “piccola Venezia”.

Il Belgio è pieno di posti dove bere birra, giratelo e andate a visitare i migliori birrifici, non ne rimarrete delusi.

Mort Subite “Xtreme Framboise” (Framboise)

Mort Subite è un marchio del birrificio Brasserie De Keersmaeker situato nel Pajottenland in Belgio. Il nome è stato acquisito dal birrificio subito dopo l’acquisto del locale storico di Bruxelless A la mort subite. La produzione è composta esclusivamente di birre a fermentazione spontanea come Gueze, Kriek e Framboise. Rispetto a marchi più puristi come Cantillon, 3 Fonteinen e Tilquin i prodotti sono molto più vicini alle scelte commerciali di Lindemans e per questo motivo decisamente più facili da bere ed avvicinabili anche da chi non è avvezzo alle birre acide.

Mort Subite - Xtreme Framboise

Mort Subite – Xtreme Framboise

La birra in questione fa parte della famiglia delle Framboise, ovvero birre a fermentazione spontanea dove la frutta, in questo casi i lamponi, sono lasciati a maturare all’interno delle botti di fermentazione. In questo prodotto, oltre ai già citati lamponi, sono aggiunte anche bacche di Sambuco. La birra emana un forte aroma di lamponi (forse un po’ troppo elevato per essere al 100% naturale), accentuato dall’aggiunta del succo di lamponi in fase di fermentazione. All’occhio appare rosso scuro, molto più scuro di una Kriek, la schiuma ha tenuta breve e presenta riflessi rossastri. In bocca il sapore dei lamponi appare meno artificiale ma si nota la notevole presenza di zucchero candito che contrasta la nota acida proveniente dal Lambic. La gradazione alcolica che si attesta ai 4.3% non è percepita e la buona carbonazione la renderebbe una birra estremamente beverina se la nota dolce alla lunga non stancasse il palato.

Una birra, che pur essendo a fermentazione spontanea, non ha nessun sentore acido proveniente dalla base del Lambic e che dovrebbe essere rilasciata dalla frutta fresca. La scelta di aggiungere una notevole quantità di zucchero candito e di unire anche del succo ha proprio lo scopo di avvicinare la birra alle masse meno esigenti e la rendono una birra troppo sbilanciata verso sapori dolciastri e di facile bevuta.

Rochefort “6” (Dubbel)

La Brasserie Rochefort è il birrificio trappista dell’Abbazia di Notre-Dame de Saint-Remy, situato nella provincia di Namur. La produzione risale al 1595 e da allora si è imposto come uno tra i migliori birrifici trappisti grazie ai propri prodotti, identificati solamente dalla vecchia numerazione belga indicante il grado alcolico. La birra più apprezzato è la numero 10, ma la più rara è la 6, che viene realizzata una sola volta all’anno e copre solamente l’1% della produzione rendendola di difficile reperimento fuori dal Belgio. La 6 è la birra più antica e l’unica che veniva prodotta nella bottiglia da 75cl; è un prodotto di buona qualità, simile a una Dubbel e che si distingue dagli altri prodotti etichettati Rochefort, più vicini al genere Quadrupel.

Rochefort 6 Birra Trappista

Rochefort 6 Birra Trappista

Già dall’aspetto si può notare la differenza con il resto della produzione, infatti il colore è ambrato e torbido, la schiuma è molto fine con una breve persistenza. Al naso si presenta fruttata, in particolar modo di frutta a buccia rossa, con una nota dolce proveniente dal malto. In bocca si percepisce la classica dolcezza delle birre trappiste (ad esclusione dell’Orval), anche se la nota amara e secca percepita verso la fine smorza il forte vigore zuccherino. La carbonazione è media ma questo non la rende una birra di facile bevuta a causa del tenore alcolico di 7.5% abv e alla ricchezza di sapori.

Una birra che si meriterebbe di essere prodotta ed esporta di più in modo da non relegare Rochefort alle classiche birre da meditazione.

Brett: il lievito selvaggio che rende speciali le birre

È frequente sentir dire che il mastro birraio fa il mosto ma è il lievito che fa la birra. La birra infatti è il prodotto della fermentazione degli zuccheri all’interno del mosto ad opera di funghi chiamati lieviti. Tutti i birrifici industriali e la maggioranza di quelli artigianali utilizzano lieviti selezionati e coltivati in provetta per ottenere risultati affidabili e ripetibili nel tempo. Ovviamente questa tipologia di funghi è presente in natura però i ceppi selvatici raramente vengo utilizzati in quanto possono presentare problemi in fermentazione. Nei casi in cui il mastro birraio riesce ad impiegare determinati lieviti cresciuti in natura può riscontrare nella propria birra un nota selvaggia, che sprigiona sapori complessi, speciali, che soddisfano i palati più esigenti.

Brettanomyces lievito selvaggio

Brettanomyces lievito selvaggio

Uno di questi lieviti è il Brettanomyces, fungo della famiglia dei Saccharomycetaceae e più comunemente chiamato come “Brett”. Scoperto nel 1904 nei laboratori della Carlsberg, in natura risiede sulla buccia della frutta e ha un ruolo sia nella birrificazione che nella vinificazione.

Nella vinificazione è considerato uno dei peggior nemici dei produttori di vino in quanto in grandi quantità tende a rovinare il sapore del vino fornendogli note metalliche. Solamente alcuni produttori tendono a vedere di buon occhio questo lievito se però è presente in basse quantità, considerandolo come un miglioramento per il proprio prodotto donando maggior carattere al corpo del vino.

In realtà il Brett è anche un potenziale nemico per la birra, o almeno per le birre a cui non si desidera donare sapori pungenti, selvaggi e di cuoio; tuttavia in combinazione con batteri lattici come il Lactobacillus e batteri acetici può dare risultati sorprendenti.

Sour Beer in botti

Sour Beer in botti

L’invenzione dell’uomo ha permesso di trasformare quello che molto tempo fa poteva essere stata una problematica in una peculiarità di alcuni generi del Belgio, e che attualmente hanno preso piede tra i birrifici artigianali di tutto il mondo. I Brettanomyces bruxellensis e lambicus sono due specie di lievito che si trovano nei pressi del fiume Senne a Bruxelles e che in patria sono usati per la fermentazione spontaneamente di birre come il Lambic, le Flemish Red Ale e tutte le varietà alla frutta come Kriek e Framboise. Il Brett è anche utilizzato nella seconda fermentazione in bottiglia della trappista Orval, da produttori di Saison e di alcune produzioni di StoutCon la riscoperta dei generi belga da parte degli Stati Uniti, il lievito Brett è stato utilizzato anche al di fuori dell’Europa e i numerosissimi esponenti della craft beer americana ne fanno buon uso per le loro saison più luppolate e per la nuova tendenze di produzione delle sour beer. Nel panorama italiano viene utilizzato con ottimi successi da birrifici come Loverbeer Toccalmatto.

I migliori risultati come al solito arrivano dalla natura e nonostante si cerchi di controllarla è sempre pronta a fornirci nuove fonti d’ispirazione.

De Struise “XXX Rye Triple” (Belgian Strong Ale)

C’è una regione in Belgio dove le Belgian Strong Ale, tra cui le famose Quadruple, assumono caratteristiche peculiari e vincono numerosi premi. Stiamo parlando della zona del Vleteren conosciuto per il birrificio trappista Westvleteren, la costola St Bernardus ma anche per il giovane birrificio artigianale De Struise.

XXX Rye Triple Reserva 2013 Bourbon Barrel Aged

XXX Rye Triple Reserva 2013 Bourbon Barrel Aged

De Struise Brouwers, birrificio fondato nel 2003, si è subito contraddistinto nel mercato locale e mondiale vincendo diversi premi conferiti dal sito Ratebeer. Tra essi spicca il premio come uno dei migliori birrifici belga e al mondo grazie anche al pezzo più pregiato: la Pannepot.

La XXX Rye Reserva 2013 è una birra invecchiata in botti in cui era precedentemente contenuto del Bourbon. La schiuma è fine e poco persistente come ogni birra invecchiata nel legno, alla vista si presenta marrone scuro senza raggiungere i colori più scuri di altre birre afferenti alla stessa categoria. Al naso si percepisce la presenza di alcol che raggiunge il 10% abv, inoltre sono presenti ulteriori sensazioni di frutta dalla buccia scura e note di legno e vaniglia provenienti dalla botte. In bocca si nota immediatamente il sapore dolce e caramellato dovuto al malto e successivamente l’amaro proveniente dalla parte più torrefatta. Nonostante sia una birra importante e complessa, la bevuta non è delle più difficili grazie al corpo medio, discreta carbonazione e retrogusto zuccherino non stucchevole.

La qualità raggiunge picchi elevati, non avvicinandosi però all’eccellenza delle migliori annate della Pannepot. È una birra piena di carattere, che regalerà ottime sensazioni agli amanti delle birre ad alto tenore alcolico e da apprezzare dopo pasto magari davanti a un camino.

De Ranke "XX Bitter" (Bitter Ale)

Se si pensa alle birre belga vengono in mente birre con un’alta gradazione alcolica e dal sapore dolciastro dovute al malto, i più esperti potrebbero pensare alle note acide delle birre a fermentazione spontanea, difficilmente però si sentono note amare marcate e provenienti dal luppolo.

De Ranke XX Bitter

De Ranke XX Bitter

Tutto ciò non è sempre vero: si pensi alla nuova scuola brassicola di De Ranke o alle collaborazioni di De StruiseIn particolare la Brouwerij De Ranke nata nel non troppo lontano 1994, unisce la centenaria esperienza belga all’apertura mentale capace di apprendere influenze anche dall’esterno del paese. La XX Bitter (Extra Extra Bitter) è la birra che vorremmo trovare tutti i giorni nel frigo, apprezzabile a tutto pasto e a rinfrescare le giornate più calorose. Si presenta con un colore giallo paglierino non troppo limpido dovuto alla mancata filtratura e di una schiuma generosa di un bianco puro che però non risulta essere molto persistente. All’olfatto non presenta delle note spiccate ed è appena accennato l’aroma erbaceo. L’assaggio però è tutta un’altra cosa, birra secca che presenta una spiccata nota amara dovuta al luppolo tedesco Hallertau e all’inglese Brewers Gold. Il corpo è leggero dovuto anche ai sui 6 gradi e il finale è sempre più astringente, tannico.

Una birra che non fa invidiare una tedesca o una ceca e che unisce le note amare tipiche di una pilsner alla complessità di aromi proveniente da una birra ad alta fermentazione. In questo caso non si può dire che viva la normalità.

Lindemans “Faro” (Faro)

Considerata per anni il lambic per le donne e i bambini, il faro è una tipologia di birra che proviene dalla memoria storica del Belgio.

Lindemans Faro

Lindemans Faro

Veniva prodotta come una versione gentile del lambic e delle geuze, introducendo una notevole dose di zucchero candito in fase di fermentazione in modo da ridurre la nota acida prodotta dalle birre fermentate spontaneamente. Prima degli anni ’80 se ne erano perse le tracce, con pochissimi birrifici che ne continuavano la produzione, fino alla riscoperta da parte dei nuovi produttori di lambic. La Lindemans Brewery, conosciuta per le sue innumerevoli varietà di fruit beers con alla base il lambic, ha cominciato a produrre la propria versione del faro nel 1978 fino a costituire l’attuale 7% della propria produzione. Questa birra facilmente reperibile in Belgio e dal costo esiguo di circa 70 centesimi per la versione da 25cl, si presenta con una colorazione ambrata e con una schiuma fine e poco persistente. Analizzando gli aromi emanati dalla birra sembra di trovarsi davanti a una geuze, l’assaggio però fa subito cambiare idea. La prima cosa che si nota è sicuramente la dolcezza dovuta allo zucchero candito e la lieve nota acidula viene solamente dopo non lasciando tracce permanenti tranne nei sorsi finali.

La bevuta risulta essere facile grazie anche alla buona carbonazione e ai 4.5% gradi alcolici, alla lunga però risulta essere un po’ troppo dolce, sopratutto se paragonata alla versione di Cantillon e molto più simile a quella prodotta da Mort Subite. Un’alternativa a chi digerisce poco le note acide delle sour beer e pensata per un pubblico più ampio.

Rodenbach "Original" (Flemish Red-Brown)

Rodenbach Original Flemish Red-Brown Sour Beer

Rodenbach Original Flemish Red-Brown Sour Beer

La Rodenbach Original è un classico delle fiandre ed è annoverata nel genere delle Flemish Red-Brown, riconosciuta come prodotto tradizionale del Belgio.

La Rodenbach Brewery, originaria di Roeselare ed ormai acquisita dalla ben più grande Palm Breweries, ha origini nel lontano 1821 e ha conquistato la sua fama con le sue sour beer come la Gran Cru. L’original è la versione meno nobile, se così si può definire, ed è un blend tra una birra giovane e una birra maturata almeno due anni in botti di legno. La percentuale più bassa della parte invecchiata (circa il 25%) le conferisce una bevuta leggera e meno acida rispetto alla già citata Gran Cru. E’ una birra decisamente popolare in Belgio, con una gradazione alcolica di 5.2% e con un costo veramente basso se acquistata nella nazione di produzione, che non raggiunge gli 80 centesimi per la bottiglia da 25cl. Da una analisi visiva si può notare che il colore è abbastanza scuro, tendente al marrone e con dei riflessi rosati. La schiuma non è vigorosa probabilmente dovuto alla maturazione in botti. All’olfatto si percepiscono note vinose e il classico odore proveniente dalle fermentazione spontanea e scaturita dai lieviti selvaggi. Resta il fatto che quando viene assaporata si nota subito la sua facilità di bevuta che è ben lontana dai lambic di produzione brusselliana. Il palato apprezza la sua dolcezza dovuta al malto e la lieve parte acida che è vicina a quella dei vino bianchi più delicati, si apprezza solamente nel finale.

E’ una birra rinfrescante ma che mantiene un certo carattere, adatta ad un pasto con sapori non troppo invasivi e può essere apprezzata anche dagli amanti dei vini. Consigliata anche a chi si vuole avvicinare al mondo delle sour beer per poi affrontare tutt’altri tenori aciduli.