Birre per l'estate 2015: Lager, Sour e Session IPA

Il solstizio d’estate 2015 è appena passato ed è arrivato il momento per fare delle previsioni e dare dei consigli, sulle birre che andranno di più e che sono particolarmente adatte per la stagione più calda dell’anno. Per i prossimi mesi è possibile prevedere l’ascesa di diverse tipologie di birra, alcune sono delle sorprese, se li si vede con un occhio passato, ed altri sono semplici riadattamenti di quello che è possibile trovare tutto l’anno.

Lager

Birrificio Lariano - Dalibor - Birre estate 2015

Birrificio Lariano – Dalibor – Birre estate 2015

Fino a poco tempo fa nel mercato italiano della birra di qualità le Lager non erano ben viste, probabilmente perché si associa il pensiero a prodotto industriali, o anche a prodotti tedeschi provenienti esclusivamente dalla zona di Monaco, che non soddisfacevano i palati più esigenti. Merito soprattutto del lavoro svolto da Manuele Colonna, una grossa fetta dell’Italia ha scoperto le birre provenienti dalla Franconia. Per questo motivo per l’estate non c’è di meglio di una Keller, una Pils o addirittura anche una Rauch, rigorosamente però provenienti dalla Franconia. 

Tutto ciò si è riflesso anche sui produttori italiani, che in alcuni casi già producevano birra a bassa fermentazione e che in altri casi hanno approfittato della nuova passione italiana. Provate quindi una “Tipopils” del Birrificio Italiano, la “ViaEmilia” del Birrificio del Ducato o una “My Antonia” di Birra del Borgo se volete rimane su dei grandi classici italiani. Molto interessanti però sono anche le produzioni del Birrone, come la loro Pils “Brusca” e come dimenticare le birre del Birrificio Lariano, “La Grigna” e la più recente “Dalibor”. Godetevi la bassa fermentazione!

Sour e derivati

LoverBeer - Saison de L'Ouvrier Serpilla - Birre estate 2015

LoverBeer – Saison de L’Ouvrier Serpilla – Birre estate 2015

Chi lo avrebbe detto? Il lato più gentile dell’acido sta conquistando una parte, per adesso piccola, dei bevitori di birra artigianale e con l’estate nel pieno dell’esplosione cosa c’è di più fresco di una Gose, una Saison brettata o una Fruit Beer?

Rimanendo innanzitutto sui classici non è possibile non ricordare la Bayerischer Bahnhof “Gose”, oppure una classica Orval, che non tramonta mai e allieta ogni serata estiva. Tornando in Italia, freschissima è la “Sax Alto” sempre del Birrone, oppure ottima per il caldo è la rinfrescane “Duchessic” di Birra del Borgo, blend tra la Saison della casa, ovvero la “Duchessa”, e Lambic Cantillon. Davvero interessanti e particolari sono invece le Saison prodotte da LoverBeer, fresche e non eccessivamente acide. Da segnalare è la “Saison de L’Ouvrier Serpilla” prodotta con timo serpillo, scorrevole e piacevole al palato.

Session IPA e birre più luppolate

Foglie d'Erba Hopfelia - Birre estate 2015

Foglie d’Erba Hopfelia – Birre estate 2015

Ecco, ci siamo, di nuovo le IPA e le birre eccessivamente luppolate. Invece no, con i mesi più estivi si abbassa il grado alcolico e l’amaro non è mai estremo, ma più leggero e rinfrescante. Session in particolare negli Stati Uniti, viene usato come aggettivo per tutte le varianti con basso tenore alcolico e meno invasive dal punto di vista aromatico. 

In questa categoria si annoverano Session IPA, Light IPA, APA e IPA ben bilanciate e gentili, adatte al clima torrido. Fresca di produzione è la “Skianto” di Toccalmatto, birra adatta a bordo piscina, magari un po’ watery, ma con un’ottima luppolatura agrumata. Interessanti sono anche la “Anteprima” di Hilltop Brewery e la collaborazione tra MC77 e Cr/ak “Session IPA”. Se si discute però di session beer, non è possibile non parlare del birrificio Vento Forte. In produzione hanno addirittura cinque prodotti, ognuno con diversi mix di luppoli e leggere varianti sulla gradazione alcolica, che va dai 3.5% abv della “#03 Session” fino ai 4.7% della “#04 Session”Per quanto riguarda il mondo delle APA è da segnalare l’appagante “Calibro7” di Birra Perugia, e la più classica IPA “HOPFelia” di Foglie d’Erba, davvero eccezionale.

Godetevi una birra, magari una di quelle consigliate, ma ricordatevi che nonostante il clima non sarà dei migliori, mai bere la birra molto fredda, gli aromi ne risentiranno.

Redhook “Long Hammer IPA” (IPA)

L’espansione dei birrifici americani non è più limitata al suolo nazionale e sopratutto i marchi più grandi e al limite tra artigianale e produzioni più allargate sono alla ricerca di terre di conquista nella grande distribuzione italiana. Come già accennato in due precedenti recensioni: l’“Esb” della stessa Redhook e la “Upheaveal IPA” della Widmer Brothers, risultano frutto di una importazione di birra prodotta dalla Craft Beer Alliance, gruppo di birrifici americani tra cui anche l’hawaiana Kona Brewing Company, da parte dell’importatore Dibevit e vendute nei principali supermercati.

Redhook - Long Hammer IPA

Redhook – Long Hammer IPA

La “Long Hammer IPA” ricorda molto la sorella “Upheaveal IPA”, leggermente più beverina, e rappresenta una buona porta di ingresso verso il mondo dei sapori americani. Alla vista è gradevole, di colore ambra e non troppo velata, presenta una lieve schiuma bianca dalla breve persistenza, forse smorzata dal viaggio dagli Stati Uniti all’ItaliaL’olfatto non ha risentito molto dell’importazione e presenta note di frutta tropicale, pesca e un marcato aroma di luppoli americani, probabilmente dovuto al dry-hopping di CascadeAll’assaggio appare non troppo carbonata, con un corpo tra il medio e il leggero, ma con un iniziale impatto resinoso non indifferente nonostante i soli 44 IBU riportati. Con il susseguirsi della bevuta il luppolo tende ad affievolirsi, lasciando in primo piano le note fruttate riconducibili in questo caso all’albicocca e alla pesca. Nel complesso una birra non troppo beverina ma neanche difficile da bere con i suoi soli 6.2% gradi abv, gradevole ma che non fa gridare al miracolo ed essendo non troppo lontani dalla data di imbottigliamento (04 Novembre 2014), in patria non dovrebbe avere avuto un gusto molto lontano da quello attuale, ad eccezione forse della persistenza della schiuma.

Una birra che se cala leggermente di prezzo, siamo intorno ai 2.30 €, potrebbe trovare spazio tra le birre industriali e quelle artigianali italiane, attualmente ricoperto dalla birre belghe di ben altra qualità e di tipologia ben differente con la tendenza a virare più sui gusti dolci e corposi.

Widmer Brothers “Upheavel IPA” (IPA)

Immaginate di trovarvi nel reparto delle birre dell’Auchan in cerca di improbabili novità e trovarsi di fronte numerose birre proveniente dagli Stati Uniti. Sogno? No, in realtà sono birre importate dalla Dibevit che ha aggiunto a catalogo diversi marchi USA. Tra questi è presente la Widmer Brothers Brewing, birrificio artigianale fondato nel 1984 a Portland (Oregon), dai fratelli Widmer. Dopo aver vissuto in Germania negli anni ’70 e aver appreso le tradizioni brassicole tedesche, hanno intrapreso la carriera nel fervente mercato americano. Il birrificio non appartiene ai nomi sacri del rinascimento artigianale americano ma la produzione è di buon livello, avvicinabile a un medio birrificio italiano.

Widmer Brothers - Upheavel IPA

Widmer Brothers – Upheavel IPA

La Upheavel IPA, venduta nella particolare confezione da 35,5 cl al prezzo umano di 2.30 euro, è una India Pale Ale rinfrescante. Prodotta con una miscela di tre malti, tra cui frumento, e sei luppoli, si presenta di colore arancione opalescente e con una schiuma fine e poco persistente. All’olfatto è molto delicata, con note erbacee provenienti dal luppolo e sentori citrati che aggiungono freschezza. All’assaggio è dirompente e mai eccessiva con i suoi 85 IBU raggiunti grazie al mix di luppoli americani. La nota amara viene stemperata dalle note dolci provenienti dal malto e in particolare modo dal frumento. La carbonazione leggera e il corpo poco carico, si uniscono a sentori riconducibili a un buon tè freddo, rendendola una birra dalla bevuta facile, quasi ingannevole dato il tenero alcolico pari a 7% abv.

È una IPA gradevole, adatta alle stagioni calde e di estrema facilità che la rende pericolosa se bevuta in quantità importanti. Un prodotto che magari nel panorama romano troveranno leggero, ma che è ben bilanciato e se si considera il prezzo di vendita, è una birra perfetta per essere bevuta dagli amanti dell’amaro ad un prezzo accessibile.